Città sicura e sodale

2 Dicembre 2015

Città sicura e sodale

FINALITÀ DELLO SPORTELLO:


A questo sportello puoi rivolgerti per segnalare un pericolo, una minaccia, una situazione di rischio, un danneggiamento, un crimine che avvenga in città.
Puoi ottenere informazioni, assistenza, aiuto.
Questo sportello è anche un osservatorio che aiuta l’amministrazione locale e le forze di polizia a comprendere meglio i problemi della sicurezza dei cittadini, progettando programmi di intervento e di prevenzione.
 
NUMERO VERDE: 800328823

 

 

Come usare questo sportello

CITTADINO VITERBESE, AIUTACI A RENDERE LA CITTA’ SEMPRE PIU’ VIVIBILE, SICURA, CIVILE, MODERNA:
Un atto vandalico? Il danneggiamento di una proprietà pubblica o privata?
Una violenza fisica? Un’aggressione?
Una minaccia? Una prepotenza? Un atto di bullismo?
Un comportamento incivile? Un atto di razzismo?
Un pericolo in strada? Un ostacolo insormontabile?

INFORMA LE AUTORITA’ DI PUBBLICA SICUREZZA!
SEGNALACI I CASI, I PROBLEMI, I RISCHI!
CONSIGLIATI CON NOI NELLA MASSIMA DISCREZIONE, DIFENDEREMO COMUNQUE LA TUA PRIVACY!

Se non fai alcuna denuncia, se non ne dai segnalazione, se non informi le autorità di pubblica sicurezza, te ne fai complice e forse un giorno ne subirai anche tu le conseguenze, e contribuirai a vivere in una città rischiosa, arretrata, incivile.
Pensi di fare la spia? Vuoi farti gli affari tuoi? Non ti vuoi immischiare? Sai quale sarà il risultato? Che tu, i tuoi cari, i tuoi figli, avrete sempre minore sicurezza, minore libertà, e soprattutto, passerete automaticamente dalla parte dei mascalzoni, dei maleducati, degli incivili, dei prepotenti.

PER UNA CITTA’ SICURA, CIASCUN CITTADINO PUO’ CONTRIBUIRE ATTIVAMENTE, FACENDOSI VEDETTA.

 

 

Per parlare con noi
NUMERO VERDE (gratuito): 800-328823 

Per scriverci: sportellosicurezza@comune.viterbo.it 
Polizia Locale: 0761- 228383

Numeri utili (chiamata gratuita):
Carabinieri Pronto intervento 112
Polizia Soccorso 113
Emergenza sanitaria 118
Vigili del Fuoco 115
Antincendi Corpo forestale 1515
Guardia di finanza 117
Telefono Azzurro emergenza infanzia 114
Servizio Antiviolenza Donna 1522
Emergenze ambientali 1525

 

 

Piccolo vademecum sulla sicurezza
Come rendere difficile la vita ai criminali e ai violenti, e come rendere la nostra città sempre più bella e civile.

1. A spasso per Viterbo
Uscire in due o più persone permette di parlare, scambiarsi opinioni, condividere divertimenti e impressioni. E crea problemi a chi vuol fare il prepotente, il violento o l’imbroglione.
Chi vuole esibire gioielli e oggetti di valore deve rendersi conto che, specie se si è da soli o in una via troppo affollata, si diventa facilmente bersaglio di ladri e scippatori. Allora: se si esce da un ufficio postale o da una banca dove si sono ritirati soldi, farsi accompagnare da qualcuno, vigilare sempre, tenere borse e borsette dalla parte del marciapiede. Quando è possibile, mettete chiavi di casa, soldi e documenti in tasche e scomparti diversi e fate una fotocopia dei vostri documenti, da tenere in casa.
Per chi è abituato a muoversi in città da solo, specie se si tratta di una persona anziana o di una donna, la compagnia di un cane è un ottimo modo per condividere un affetto, per fare amicizia, e per dissuadere i malintenzionati..
Se decidete di godervi la solitudine di un parco o il fascino di una via notturna, fatelo senza problemi, è vostro diritto: ma non fatelo da soli, e soprattutto accompagnate il vostro piacere con una prudente attenzione.
Se qualcuno vi importuna o vi aggredisce per strada, chiedete aiuto ad alta voce e rivolgetevi immediatamente alle Forze dell’Ordine, al 112 , al 113 o alla Polizia Municipale.
Quando camminate per la città, godetevi la passeggiata, guardatevi attorno: la città sa essere bella anche in periferia, non solo nel suo antico centro storico; ma usate i marciapiede, attraversate sulle strisce pedonali, fate anche attenzione a qualche passaggio dissestato, ai lavori in corso, agli ostacoli imprevisti che vi si parano davanti. E se trovate difficoltà di questo genere, segnalatelo a noi, o alla Polizia Municipale.

2. In macchina, in moto, in motorino
Automobile, moto e motorino sono una parte della vostra casa. Non lasciateli incustoditi, non lasciate in bella vista oggetti che potrebbero interessare i ladri, non li parcheggiate in modo da ricevere danni e urti. Ma automobile, moto e motorino sono anche una parte di voi, della vostra personalità: guidateli con prudenza, non usateli come strumento di sopraffazione e di prepotenza, non occupate i marciapiedi, non ostruite i passaggi per i disabili, non bloccate i passi carrabili, non passate in velocità vicino ai pedoni, date loro la precedenza, non esibitevi in pericolose evoluzioni e non fate rumori molesti: certi comportamenti non rivelano la vostra abilità, ma solo maleducazione, frustrazione, e un senso nascosto di debolezza e di impotenza.

3. I cretini e i saggi
I cretini sono quelli che pensano che la dignità della persona consista nel lavare le offese, restituendo colpo su colpo. Invece, in tal modo si abbassano allo stesso livello di chi li offende: cretino lui, cretini loro, perché finiscono per parlare la stessa lingua dell’inciviltà, dell’intolleranza, della maleducazione, della violenza.
I saggi sono quelli che evitano gli scontri inutili, che non perdono la testa, e soprattutto la dignità di persone serie, equilibrate,civili, superiori. Un sorriso talvolta ripaga più di cento pugni, di cento gesti offensivi, di mille parolacce. E se qualcuno continua a perseguitarvi e ad offendervi, rispondetegli con la forza della Giustizia: rivolgetevi alle Forze dell’Ordine, al 112, al 113, alla Polizia Municipale, loro sanno come mettere il silenziatore ai cretini.

4. Casa nostra
Chi tocca la nostra casa è come se toccasse noi; un offesa, una violenza a casa nostra è una offesa e una violenza alla nostra anima e al nostro corpo. La casa va difesa, e non necessariamente con costose apparecchiature che non tutti possono permettersi.
Il ladro sceglie, osserva, studia: non dategli punti di riferimento, orari troppo precisi della vostra assenza, non gli facilitate il compito. Una casa frequentata non fa per lui; un inquilino solitario e abitudinario invece è la sua vittima preferita. Se vi assentate, fatevi aiutare dai vicini: chiedete di vigilare sulla vostra casa, pregateli di ritirare la posta, lasciate loro un vostro recapito telefonico. In casa, tenete le cose più preziose nascoste, difficilmente accessibili, in luoghi impensati : ai ladri piacciono armadi, cassetti, letti e vasi, ma non hanno tempo per impegnarsi un una caccia al tesoro.
Se uscite per poco tempo, lasciate qualche luce e la televisione accese: nel dubbio il ladro eviterà il rischio.
Se abitate a piano terra o in luoghi facilmente accessibili, spendete almeno per le inferriate alle finestre.
Se degli estranei suonano alla porta, usate lo spioncino e la catenella; non fatevi convincere facilmente, chiedete di esibire documenti. E’ doveroso essere accoglienti e disponibili, ma con intelligenza e prudenza. Quando accogliete qualcuno in casa – tecnici, funzionari, operai, venditori – cercate di non essere mai soli.
La nostra casa ci ama, ma a volte ci crea pericoli: tenete in piena efficienza l’impianto elettrico, quello del gas, non lasciate stufe e caminetti accesi se andate a riposare, non addormentatevi fumando, fate attenzione in cucina e quando fate piccoli lavori casalinghi: gli incidenti domestici sono più numerosi e talvolta più gravi di quelli automobilistici!
Per ogni evenienza, chiamate il 112, il 113, il 115 o il 118!!

5. Viterbo, casa nostra
A quasi tutti i viterbesi dispiace quando si parla male di loro, e della loro città; spesso sono critici con Viterbo, ma guai se lo fanno i forestieri! Allora, difendiamo l’orgoglio di essere viterbesi dimostrando a tutti quanto siamo civili, quanto amiamo la nostra città, quanto siamo capaci di mantenerla bella come ce l’hanno consegnata i nostri predecessori. Non imbrattiamo i monumenti con le scritte di vernice, con l’immondizia; ma non imbrattiamo neppure gli altri angoli della città, perché la città è la nostra casa, e nessuno di noi vorrebbe vivere in una casa sporca, disordinata, rovinata, indecente. Che cosa accade se qualcuno sporca o rovina casa nostra? Non lo sopporteremmo, e pretenderemmo subito il pagamento dei danni. Allora, se vediamo qualcuno che sporca, imbratta, rovina la città, le sue mura, le sue case, i suoi monumenti, denunciamolo, come se offendesse casa nostra. Dimostreremo di essere più civili, più affezionati alla nostra città, di avere l’ orgoglio di essere viterbesi.
Segnalatelo a noi, o alla Polizia Locale.

 

 

CITTA’ SICURA E SODALE
Nella città moderna non si vive più al sicuro come una volta; i nostri nonni si vantavano di lasciare le chiavi sul portone, senza correre alcun rischio. Oggi non né più possibile: la vita della città – piccola o grande che sia – è convulsa, complessa, frenetica, non abbiamo tempo per guardarci intorno, per conoscerci, per fidarsi l’uno dell’altro. E c’è chi ne approfitta. Oltre al logorio dei rapporti sociali individuali e collettivi, si verifica anche un progressivo distacco tra istituzioni e cittadini, e ad una crescente perdita di coscienza civica che si evidenzia ad ogni livello della convivenza umana.
Il cittadino ha paura che venga offesa la sua esistenza quotidiana, che dietro l’angolo sia minacciata la sua persona, quella dei suoi cari, o siano minacciate le sue cose. Ha paura dei furti in casa; delle rapine in negozio; degli scippi per la strada; dell’aggressione negli angoli più sperduti della città, della violenza gratuita e cieca, della provocazione teppistica del branco che ferisce e a cui è impossibile rispondere individualmente. E’ su questo che il cittadino si sente indifeso, che guarda agli angoli della città e al buio della sera con diffidenza. Ed è a questo disagio, a queste frustrazioni che il cittadino chiede risposte, e le chiede alle istituzioni.
Ma attenzione: una città sicura non può essere una città di cerchie chiuse in sé stesse. La città deve continuare a vivere come una comunità: cioè, da un lato deve saper accogliere i nuovi membri, deve aiutarli ad inserirsi nel tessuto di relazioni, nella rete sociale, deve recuperare le sue componenti più marginali attraverso la solidarietà e l’aiuto; ma dall’altro deve sapersi stringere in sé stessa, e deve sentirsi forte, amica, contro ogni minaccia, contro coloro che mettono a rischio la convivenza civile, pregiudicano il futuro, innescano la paura.
Agire significa anche conoscere, cioè avere chiaramente il quadro delle problematiche locali, delle loro specificità, e soprattutto essere in grado di comprendere esattamente un dato che troppo spesso si crede di poter padroneggiare intuitivamente, e che invece può riservare sorprese non sempre piacevoli: quale è l’opinione dei cittadini e, in particolare, quale è il grado di incertezza, di insicurezza da essi effettivamente percepito.
Inoltre, agire significa anche creare un coordinamento di interventi da parte di diversi attori sociali che possono essere coinvolti in un progetto del genere: non solo enti pubblici, ma anche istituzioni private, centri di ricerca, associazioni di volontariato.

Il progetto Città sicura e sodale si basa sulla seguente strategia:

  1. prevenzione: in termini di educazione dei giovani, soprattutto quelli “a rischio”, ma anche di facilitazione dei meccanismi di solidarietà sociale; 
  2. miglioramento della qualità della vita sociale: anche in termini di interventi per il miglioramento dei servizi alla persona; 
  3. ascolto: capacità dell’Ente Locale di apprendere i bisogni dei cittadini in termini di sicurezza e di individuare le metodologie di intervento per dare ad essi risposte concrete; 
  4. coesione sociale: capacità dell’Ente Locale di favorire la ricomposizione del tessuto reticolare dei rapporti sociali all’interno della cittadinanza, in specie in ordine all’inserimento delle minoranze etnico-culturali e al reinserimento degli emarginati. Anche attraverso iniziative di educazione alla legalità, alla multiculturalità ed alla multi etnicità. 
  5. controllo: capacità dell’Ente Locale di “fare squadra” con i vari organi di pubblica sicurezza per creare un sistema di controllo del territorio in grado di scoraggiare l’attività criminale.

 

 

Città sicura: per perseguire l’obbiettivo di ricostruire un tessuto di legalità, di sicurezza e di controllo.
Città sodale: perché non basta che la città sia solidale, che i rapporti nella cittadinanza si intensifichino; sodale e solidale hanno la stessa radice etimologica, ma il termine “sodale” (da cui Sodalizio) spinge in particolar modo sull’ “amicizia”, sulla collaborazione, sull’unione, verificate nei fatti, nel comportamento effettivo.
Il Comune di Viterbo auspica che, sul problema della sicurezza, sia la cittadinanza a stringersi unita nell’affrontare e risolvere i problemi insieme. La solidarietà deve esprimersi in una sodalità: l’obiettivo del Programma Città sicura e sodale è proprio questo.
Il progetto si basa sull’apertura di uno SPORTELLO ATTIVO PER LA SICUREZZA:
Sportello, perché il Comune intende creare un “luogo fisico” a cui il cittadino può rivolgersi per fornire indicazioni, suggerimenti, per cercare informazioni, chiedere aiuto in ordine ai problemi della sicurezza e della criminalità.
Uno sportello del genere già con la sua presenza limita il fenomeno del comportamento omertoso, ma stimola anche la partecipazione, l’attenzione dei cittadini. Le indicazioni e le richieste dei cittadini vengono registrate e “girate” immediatamente alle istituzioni e alle autorità competenti per i provvedimenti del caso. Lo sportello, tramite accordi fra il Comune e gli enti di pubblica sicurezza ha con questi ultimi un rapporto privilegiato in termini di scambio di informazioni.
Perché sportello “attivo”? In realtà lo sportello non si limita a recepire istanze, ma si muove sul territorio, tra i cittadini: esso tende a stimolare la partecipazione dei cittadini per la creazione di un sistema di controllo capillare a livello comunitario. E’ un incentivo contro il disinteresse, l’omertà, la demotivazione dei cittadini, che spesso restano in balìa di un crescente stato di criminalità socialmente impunita. Si tratta quindi di realizzare le condizioni per una diffusa sorveglianza di vicinato (neighbourhood watching), correttamente condotta e in sintonia con il ruolo istituzionale e le disposizioni degli organi di pubblica sicurezza.
Inoltre, lo sportello si attiva per una fattiva collaborazione interistituzionale nell’attuazione dei modelli di “giustizia riparativa. In particolare, con riguardo alla riparazione dei danni da parte dei colpevoli di danneggiamento e vandalismo, per lo più giovani che, in specie in collaborazione con le famiglie, potrebbero apprendere meglio l’importanza di un corretto comportamento sociale.

 

 

LA SOMIGLIANZA DELLE DIVERSITA’
A partire dal mese di luglio è stata avviata dallo sportello Viterbo città sicura e sodale la prima delle ricerche-azione previste dal Progetto.
Come è noto, le ricerche-azione non sono semplici indagini sul problema della sicurezza urbana, ma sono concepite come strumenti di coinvolgimento delle varie categorie sociali nel problema della sicurezza cittadina, intesa nei vari aspetti della criminalità, della circolazione, dell’igiene pubblica.
La prima di queste ricerche-azione, riguardante la percezione della marginalità, si intitola La somiglianza delle diversità.
Essa riguarda le condizioni di sicurezza di cittadini che, a vario titolo e per differenti motivi, soffrono o rischiano di soffrire condizioni di marginalità urbana. In particolare, appare necessario affrontare il problema della sicurezza degli immigrati e degli stranieri, al fine di consentire un loro più soddisfacente inserimento nella vita cittadina; quello dei diversamente abili, in relazione non solo ai pericoli derivati dalle barriere architettoniche, ma più in generale rispetto al funzionamenti della città e dei servizi al cittadino; infine, quello degli anziani soli, sovente vittime di atti criminosi, ma anche a disagio in una corretta e soddisfacente fruizione della città.
La ricerca è coordinata, per conto dello Sportello, dal Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell’Università “Sapienza” di Roma.
In una prima fase sono state chiamate le associazioni che si occupano di immigrati, di disabili, di anziani a partecipare direttamente, con le loro proposte e con il loro membri, alla progettazione e all’esecuzione della ricerca. In una seconda fase è stato approntato un breve questionario sulle problematiche della sicurezza, che dai primi giorni di settembre è stato distribuito ad un campione di circa 200 cittadini viterbesi appartenenti alle categorie sociali sopracitate.
Si prevede che la raccolta dei dati terminerà nei primi giorni di ottobre e che la loro discussione pubblica potrà avvenire nella prima metà del messe di novembre.
Subito dopo, partirà la seconda ricerca-azione, dedicata alle famiglie.

 

Allegati

 

 

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