La fruizione delle risorse culturali è parte fondamentale nella formazione di ciascuno di noi. Le nostre città, sia attraverso luoghi chiusi che aperti (i cosiddetti “musei a cielo aperto”), sono i siti deputati a conservare le testimonianze del passato e le opere moderne, quale copia fotostatica della creatività umana.
Una delle problematiche dell’offerta odierna riguarda la fruizione stessa di quanto esposto: età, nazionalità, condizioni socio-economiche e disabilità non devono costituire un ostacolo ed escludere alcuno dal libero accesso al patrimonio.
Attualmente questo concetto di “design for all” si identifica perlopiù con l'abbattimento delle barriere architettoniche, ossia degli ostacoli fisici che rendono impossibile un percorso in carrozzina o con l'utilizzo di stampelle.
Questo discorso vale per i disabili fisici o motori, cui viene riconosciuto dal legislatore il diritto irrinunciabile a non vedersi precluso alcuno spazio e negata l'opportunità di partecipare alla vita della collettività nelle sue più varie manifestazioni.
Per i disabili visivi, cui si aggiunge il gruppo ben più numeroso degli anziani, con difficoltà visive dovute al normale trascorrere degli anni, l'accessibilità culturale è tutt'altro che riconosciuta e tanto meno realizzata.
La difficoltà per queste fasce importanti della popolazione non si ferma poi ai soli contenuti culturali, ma si estende, purtroppo, ai rapporti tra cittadino (che vuole conoscere) ed Amministrazione (che vuole diffondere).





