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Nella sala X, sulla destra e proseguendo lungo il corridoio, sono allestiti i cinquantasei acquerelli realizzati da vari artisti come bozzetti per la "macchina di Santa Rosa". Il trasporto della monumentale macchina in onore di Santa Rosa, vissuta nella prima metà del Duecento, è ancora molto sentita nella Città e risale all'inizio del 500. Da allora si effettua ogni anno, la sera del 3 settembre, allorquando circa cento uomini, detti facchini, percorrono le vie del centro cittadino della Porta Romana fino al Monastero di S. Rosa, portando a spalla un enorme baldacchino, detta macchina, alto circa 30 metri e del peso di 4 tonnellate. Osservando questo bozzetti si noti l'evoluzione che la "macchina" ha subito nel corso dei secoli, soprattutto per quanto attiene alle dimensioni ed alle forme, conformemente al gusto delle diverse epoche. Infatti il passaggio dal semplice baldacchino con la statua della santa alla costruzione di un apparato di dimensioni ben maggiori avvenne in maniera graduale, come ben evidenziano i disegni più antichi. Il primo di essi risale al 1690 è opera di Giuseppe Franceschini, mostra come la "macchina", che oggi sfiora i 30 metri, fosse inizialmente di dimensioni contenute e di forme relativamente semplici: vi compariva soltanto la statua della Santa, poggiata su un basamento e illuminata da candelieri. Così, mentre tra il XVII e il XVIII secolo le "macchine" si ispirarono alla contemporanea arte barocca, all'inizio dell'Ottocento si affermarono forme più severe, richiamanti l'architettura antica, secondo i dettami del Neoclassicismo; si veda ad esempio il progetto di Angelo Papini del 1824. Nella seconda metà dell'800, al gusto neoclassico si affiancò il gusto Neogotico che permise con i suoi pinnacoli e le sue forme allungate, di realizzare "macchine" sempre più caratterizzate da un ardito slancio verticale; si veda ad esempio il progetto del 1886 che, in basso a sinistra, reca tra le altre cose, il bollo relativo all'approvazione del progetto da parte del Consiglio Comunale, cui spettava il compito di autorizzare la costruzione della "macchina di Santa Rosa".
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