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COMUNICATO STAMPA N° 396

Viterbo, 23 novembre 2007

 

"LA FILANDA: EMMA BOVARY ERA MIA MADRE", LE PROBLEMATICHE FEMMINILI IN SCENA ALL'UNIONE DOMENICA

 

Domenica 25 novembre, alle 17, al ridotto del Teatro Unione di Viterbo, un appuntamento da non perdere completamente gratuito: "La Filanda: Emma Bovary era mia madre", scritto Cristina Mascitelli e diretto da lei e da Anna Teresa Eugeni, interprete del personaggio di Berthe e patrocinato dal Comune di Viterbo, assessorato alle Pari Opportunità e dal Moica di Viterbo.

Uno spettacolo di grande suggestione, capace di unire il ricordo e gli echi di uno dei più alti capolavori della letteratura mondiale ("Madame Bovary" di Gustave Flaubert) al gusto della finzione scenica e teatrale, nonché della denuncia sociale. Protagonista infatti di questo monologo è Berthe (la figlia della sfortunata ed immortale Emma), che nel romanzo di Flaubert appare a tratti ancora bambina.

Qui la ritroviamo invece adulta, a raccontare le vicende della sua esistenza intrecciate al ricordo della madre e della sua tragedia, ma segnate da altri passaggi psicologici e sociali, per arrivare al riscatto finale.

Ne scaturisce un racconto che ha l'indubbio pregio non solo di ricordarci un grande personaggio letterario, ma soprattutto di offrirci uno spaccato storico e sociale della Francia del 1856 e in fondo dell'Europa tutta, con un panorama della condizione operaia e femminile capace di farci pensare e commuovere.

Il difficile rapporto con la madre diventa per Berthe solo l'inizio di un'esistenza segnata dalla povertà e dalle difficoltà, ma anche dalla voglia di lottare per affermare la propria vitalità ed orgoglio, per cui ella con intelligenza e volontà vincerà le sue battaglie, diventando una donna degna di questo nome.

L'eredità spirituale di Berthe passerà alla pronipote, maestra in una scuola elementare di una violenta periferia cittadina e che saprà affrontare le sue battaglie con la stessa grinta della bisnonna.


 

L'Ufficio Stampa
 
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