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Il Palazzo dei Priori

 

Il palazzo dei Priori chiude il lato nord-occidentale di piazza del Plebiscito, già piazza del Comune, aperta nel XIII secolo e divenuta da allora il vero centro sociale ed istituzionale della città.
Dopo che Viterbo divenne la sede del Papato e vi furono istituiti i primi conclavi infatti, si sentì l'esigenza di dotare anche il Comune di una sede consona, si diede così inizio alla costruzione del palazzo, da situarsi nella piazza principale. Furono acquistati vari stabili e si procedette alla demolizione dei portici del grande cimitero antistante alla chiesa di S. Angelo in Spatha, nonché di alcuni stabili di pertinenza dei canonici, per allargare la piazza e dare l'avvio alla costruzione.
Questa prese forma a partire dal 1264, quando fu eretto il primo livello; il piano superiore fu aggiunto nel secolo successivo, mentre la facciata ed il sottostante porticato furono promossi nella seconda metà del Quattrocento da papa Sisto IV della Rovere (1471-1484).
 
Il palazzo era destinato in origine ad essere la residenza del governatore pontificio, ma, nel 1510, non essendo ancora stata condotta a termine la fase architettonica sistina, il governatore del Patrimonio sfrattò i priori dal loro palazzo (attuale stabile della Prefettura) e vi si insediò d'autorità, riuscendo così ad accelerare i lavori.
Alla fine dello stesso secolo fu messa a punto la nuova cappella, contigua alla Sala del Consiglio, e fu dato l'avvio alla decorazione pittorica degli ambienti della grande fabbrica.
I ragguardevoli risultati raggiunti nel palazzo viterbese dei Priori rispecchiano il momento particolarmente felice per la città ed il clima di grande evoluzione socio-culturale, dovuti in gran parte all'iniziativa del potente cardinale Alessandro Farnese, poi salito al soglio pontificio con il nome di Paolo III (1534-1549).
Allo stesso periodo risalgono la riapertura dell'università, il restauro delle terme, la costruzione dell'ospedale sul colle del Duomo, l'erezione della Fonte della Rocca e l'inaugurazione della nuova strada Farnesiana e di Porta Faul.
 
Nel Seicento fu altresì realizzato lo splendido cortile interno del palazzo, scandito dall'elegante loggiato e qualificato dalla fontana con i leoni (il leone è il simbolo della città), e, soprattutto, fu portato a conclusione l'apparato decorativo dell'interno.
Il palazzo si compone di due grandi corpi di fabbrica riuniti da un arco, entrambi inerenti alla metà del XIII secolo: quello detto "degli Uffici", sede del Podestà, e quello noto come "del Comune", che era la residenza dei Priori.
 
Le forme dell'esterno sono quelle conferite al palazzo dai lavori quattrocenteschi: la facciata, marcatamente orizzontale, è alleggerita dall'aereo loggiato del piano terra ed è centrata dallo stemma sistino della quercia con la tiara pontificia, che compare anche alla sommità della cornice bugnata dell'ingresso principale; il nome di Sisto IV qualifica inoltre l'architrave delle finestre a croce guelfa, che illuminano il primo piano, e quello delle porte dei saloni interni.
Alla fine del Cinquecento, quando il palazzo aveva ormai assunto forme grandiose, si diede l'avvio all'articolata decorazione pittorica, a partire dalla Sala Regia. Qui, oltre a personaggi legati alla storia della città e alla mitologia, inquadrati da ridondanti cornici dipinte, meritano di essere segnalati gli emblematici affreschi del soffitto, dove campeggiano i trentatré castelli che furono sotto il dominio di Viterbo, dislocati in sedici pittoreschi riquadri.
 
Devono infine essere ricordati il ciclo pittorico della cosiddetta Sala della Madonna, animata da una serie di episodi che rimandano alla storia del vicino santuario della Madonna della Quercia, quello della cappella del Comune e quello della sala del Consiglio messo a punto nel corso del XVII secolo.


Short english version

Originally built in 1460 as a residence for the Governor of St Peter's Patrimony in Tuscia, during the first decade of the XVI century the palace became the seat of the Priors, supreme magistracy of the town, still carrying on excellently its functions today.
The coat of arms on the façade is Pope Sisto IV della Rovere's. Inside the palace the well-known Sala Regia (Royal Room), a reception room of artistic value with recently restored frescoes (Baldassarre Croce, end of XVI century) relating Viterbo's mythical origins and particular historical events.