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Il Salone del Conclave

Dalla piazza attraverso le grandi scale si accede al Salone del Conclave, così chiamato perché in questo immenso salone, nel 1271, furono chiusi i cardinali (da qui cum clave) per eleggere il successore di Clemente IV. Alla morte di quest' ultimo poiché i Cardinali non riuscirono ad accordarsi sul nome del successore, il Capitano del Popolo, Raniero Gatti, li fece rinchiudere nel salone e fece scoperchiare il tetto "dato che lo Spirito Santo non riesce a penetrare per queste coperture".
Per questo motivo nel salone furono piantate delle tende i cui segni sono ancora visibili sui lastroni del pavimento. Dopo 33 mesi dalla morte di Clemente IV si giunse alla elezione di Papa Gregorio X. Nel salone è conservata una pergamena con i nomi dei Cardinali che parteciparono al Conclave datata 1270 ed emanata "in palatio discoperto".
Le pareti erano di sasso, senza alcun rivestimento,e la luce entrava attraverso dodici finestroni a bifora, sei per lato, e da altrettante finestrelle,e attraverso una porta posta sul lato destro si accedeva alla Loggia su cui si trova tuttora una fontana che doveva ricordare la costruzione di un acquedotto.

Immagine fotografica di Palazzo PapaleImmagine della sala del conclave

Il loggiato adiacente il salone del conclave fu costruito nel 1267 e chiamato per la prima volta loggia nel 1278. il capitano del popolo Andrea di Beraldo Gatti fece modificare il loggiato, che era coperto, ripetendo il colonnato anche sulla parte che si affaccia sulla Valle di Faul. Nella prima metà del 1300 Papa Giovanni XXII suggerì un restauro poiché le colonnine erano troppo esili per sorreggere il peso della struttura, ma la parete nord crollò e le colonne della parete che si affacciava sulla piazza, da cui si affacciava il Pontefice per benedire la folla, furono riempite creando un muro. Gli stemmi che vi si trovavano erano colorati e rappresentavano la Chiesa, l'Impero e la Città. La loggia era sorretta da una colonna ottagonale che era la tromba del pozzo che riforniva di acqua il palazzo, al centro si trova la tazza della fontana che Visconte Gatti fece costruire con i resti della Fons Papalis nel 1268 quando fece arrivare in città l'acqua della Mazzetta.

 
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