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Città sicura e sodale
 
Nella città moderna non si vive più al sicuro come una volta; i nostri nonni si vantavano di lasciare le chiavi sul portone, senza correre alcun rischio. Oggi non né più possibile: la vita della città - piccola o grande che sia - è convulsa, complessa, frenetica, non abbiamo tempo per guardarci intorno, per conoscerci, per fidarsi l'uno dell'altro. E c'è chi ne approfitta. Oltre al logorio dei rapporti sociali individuali e collettivi, si verifica anche un progressivo distacco tra istituzioni e cittadini, e ad una crescente perdita di coscienza civica che si evidenzia ad ogni livello della convivenza umana.
Il cittadino ha paura che venga offesa la sua esistenza quotidiana, che dietro l'angolo sia minacciata la sua persona, quella dei suoi cari, o siano minacciate le sue cose. Ha paura dei furti in casa; delle rapine in negozio; degli scippi per la strada; dell'aggressione negli angoli più sperduti della città, della violenza gratuita e cieca, della provocazione teppistica del branco che ferisce e a cui è impossibile rispondere individualmente. E' su questo che il cittadino si sente indifeso, che guarda agli angoli della città e al buio della sera con diffidenza. Ed è a questo disagio, a queste frustrazioni che il cittadino chiede risposte, e le chiede alle istituzioni.
Ma attenzione: una città sicura non può essere una città di cerchie chiuse in sé stesse. La città deve continuare a vivere come una comunità: cioè, da un lato deve saper accogliere i nuovi membri, deve aiutarli ad inserirsi nel tessuto di relazioni, nella rete sociale, deve recuperare le sue componenti più marginali attraverso la solidarietà e l'aiuto; ma dall'altro deve sapersi stringere in sé stessa, e deve sentirsi forte, amica, contro ogni minaccia, contro coloro che mettono a rischio la convivenza civile, pregiudicano il futuro, innescano la paura.
Agire significa anche conoscere, cioè avere chiaramente il quadro delle problematiche locali, delle loro specificità, e soprattutto essere in grado di comprendere esattamente un dato che troppo spesso si crede di poter padroneggiare intuitivamente, e che invece può riservare sorprese non sempre piacevoli: quale è l'opinione dei cittadini e, in particolare, quale è il grado di incertezza, di insicurezza da essi effettivamente percepito.
Inoltre, agire significa anche creare un coordinamento di interventi da parte di diversi attori sociali che possono essere coinvolti in un progetto del genere: non solo enti pubblici, ma anche istituzioni private, centri di ricerca, associazioni di volontariato.

Il progetto Città sicura e sodale si basa sulla seguente strategia:

  1. prevenzione: in termini di educazione dei giovani, soprattutto quelli "a rischio", ma anche di facilitazione dei meccanismi di solidarietà sociale; 
  2. miglioramento della qualità della vita sociale: anche in termini di interventi per il miglioramento dei servizi alla persona; 
  3. ascolto: capacità dell'Ente Locale di apprendere i bisogni dei cittadini in termini di sicurezza e di individuare le metodologie di intervento per dare ad essi risposte concrete; 
  4. coesione sociale: capacità dell'Ente Locale di favorire la ricomposizione del tessuto reticolare dei rapporti sociali all'interno della cittadinanza, in specie in ordine all'inserimento delle minoranze etnico-culturali e al reinserimento degli emarginati. Anche attraverso iniziative di educazione alla legalità, alla multiculturalità ed alla multi etnicità. 
  5. controllo: capacità dell'Ente Locale di "fare squadra" con i vari organi di pubblica sicurezza per creare un sistema di controllo del territorio in grado di scoraggiare l'attività criminale.
 

Città sicura: per perseguire l'obbiettivo di ricostruire un tessuto di legalità, di sicurezza e di controllo.
Città sodale: perché non basta che la città sia solidale, che i rapporti nella cittadinanza si intensifichino; sodale e solidale hanno la stessa radice etimologica, ma il termine "sodale" (da cui Sodalizio) spinge in particolar modo sull' "amicizia", sulla collaborazione, sull'unione, verificate nei fatti, nel comportamento effettivo.
Il Comune di Viterbo auspica che, sul problema della sicurezza, sia la cittadinanza a stringersi unita nell'affrontare e risolvere i problemi insieme. La solidarietà deve esprimersi in una sodalità: l'obiettivo del Programma Città sicura e sodale è proprio questo.
Il progetto si basa sull'apertura di uno SPORTELLO ATTIVO PER LA SICUREZZA:
Sportello, perché il Comune intende creare un "luogo fisico" a cui il cittadino può rivolgersi per fornire indicazioni, suggerimenti, per cercare informazioni, chiedere aiuto in ordine ai problemi della sicurezza e della criminalità.
Uno sportello del genere già con la sua presenza limita il fenomeno del comportamento omertoso, ma stimola anche la partecipazione, l'attenzione dei cittadini. Le indicazioni e le richieste dei cittadini vengono registrate e "girate" immediatamente alle istituzioni e alle autorità competenti per i provvedimenti del caso. Lo sportello, tramite accordi fra il Comune e gli enti di pubblica sicurezza ha con questi ultimi un rapporto privilegiato in termini di scambio di informazioni.
Perché sportello "attivo"? In realtà lo sportello non si limita a recepire istanze, ma si muove sul territorio, tra i cittadini: esso tende a stimolare la partecipazione dei cittadini per la creazione di un sistema di controllo capillare a livello comunitario. E' un incentivo contro il disinteresse, l'omertà, la demotivazione dei cittadini, che spesso restano in balìa di un crescente stato di criminalità socialmente impunita. Si tratta quindi di realizzare le condizioni per una diffusa sorveglianza di vicinato (neighbourhood watching), correttamente condotta e in sintonia con il ruolo istituzionale e le disposizioni degli organi di pubblica sicurezza.
Inoltre, lo sportello si attiva per una fattiva collaborazione interistituzionale nell'attuazione dei modelli di "giustizia riparativa. In particolare, con riguardo alla riparazione dei danni da parte dei colpevoli di danneggiamento e vandalismo, per lo più giovani che, in specie in collaborazione con le famiglie, potrebbero apprendere meglio l'importanza di un corretto comportamento sociale.

 
 
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