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Santa Rosa

 
Ricostruzione del volto di Santa Rosa
Ricostruzione del volto di Santa Rosa

Non esistono documenti certi riguardanti la nascita o la vita di Rosa risalenti all'epoca delle sue vicende terrene, ma sono stati fatti numerosi studi per riuscire a datare in maniera precisa la nascita e la morte e già a distanza di poco più di un secolo dalla sua vita erano stati scritti due rotoli di pergamena per descriverne l'intensa vita fuori dall'ordinario e l'attaccamento nei confronti di Gesù: i due documenti risalgono presumibilmente agli inizi del 1300 il primo e al 1400-1450 il secondo e, conservati nell'Archivio del Monastero delle Clarisse di Viterbo, vengono semplicemente denominati "Vita I" e "Vita II".
Rosa nacque nel 1233 da una famiglia di agricoltori e cominciò subito la sua vita miracolosa perché, da studi recentemente compiuti sul suo corpo incorrotto dal tempo, è emerso come ella soffrisse di vari problemi di salute, tra i quali la mancanza dello sterno, unico caso finora accertato dalla scienza medica che sia riuscito a vivere fino ai 18 anni. Dopo aver espresso il desiderio di indossare la tunica di terziaria francescana, rimasto inascoltato, Rosa iniziò la sua vita pubblica: ella camminava per la città portando un crocifisso e predicando amore, fede e carità.
Nella II metà del '200 Viterbo era stata assoggettata all'imperatore Federico II, che aveva posto a guida della città un nuovo podestà, il quale temendo che la popolazione si sollevasse istigata dalla preghiere della ragazza, il 3 dicembre del 1250 le ordinò di andare in esilio a Soriano nel Cimino insieme alla sua famiglia. L'esilio durò solo alcuni giorni perché, come aveva previsto Rosa, Federico II morì il 13 dicembre 1250.
Morì pochi mesi dopo, il 6 marzo 1251, probabilmente dal riacutizzarsi di una malattia che l'aveva colpita da fanciulla. Fu sepolta nel cimitero della sua parrocchia, Santa Maria del Poggio, dove vi rimase fino al 1258, anno in cui il corpo incorrotto della Santa venne riesumato e trasportato a spalla da quattro cardinali e dal Papa Alessandro IV, fino al monastero di San Damiano, oggi a lei intitolato. Santa per volere del popolo, prima che lo fosse ufficialmente per la Chiesa, Rosa iniziò il suo percorso verso la canonizzazione già un anno dopo la sua morte: le leggenda vuole che la Santa sia apparsa in sogno ad Alessandro IV, supplicandolo di trasferire le sue spoglie dalla terra al Monastero di Santa Chiara a San Damiano.
Il corpo incorrotto fu trovato cosparso dagli stessi intatti boccioli di rosa che le erano stati posti al momento della sepoltura e la tradizione aggiunge il ritrovamento accanto a Rosa di manna odorosa, simbolo della santità raggiunta.

 
 

 

Ricostruzione delle sembianze in vita di Santa Rosa sulla base dello studio antropologico, realizzato dal servizio di Antropologia del Ministero dei BB CC, diretto dal dott. Luigi Capasso.

© Monastero delle Clarisse Santa Rosa, dep. 9903005 / 30 luglio 1999

Si ringrazia il Monastero delle Clarisse Santa Rosa per la cortese concessione alla pubblicazione dell'immagine.

 
 
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