
Nel primo pomeriggio del 23 agosto 2007 una tromba d'aria improvvisamente si abbatte sulla Tuscia, investendo parte della provincia di Viterbo e provocando ovunque danni importanti.
Sulla città di Viterbo la tromba d'aria investe il traliccio che ospita la Macchina, la struttura metallica si torce e si piega di lato, la Macchina si inclina appoggiandosi sul campanile della chiesa di San Sisto. "Fortunatamente", trovando questo imponente ostacolo sul proprio cammino, la forza del vento perde tutta la propria potenza ed il resto della città viene risparmiato dai danni ingenti che avrebbe potuto subire.
Tutta la città è dapprima sbigottita e ferita, è un susseguirsi di telefonate concitate ed una immediata processione di addetti ai lavori e gente comune che si reca al capezzale di un malato grave, tutti con in viso la stessa espressione "e adesso cosa facciamo?". Poi, passato il primo momento, assorbito l'urto tutta la Città si stringe attorno al suo simbolo con uno slancio affettivo incredibile. Un enorme sforzo congiunto permette, in tempi di record, lavorando giorno e notte, lo smontaggio, la verifica dei danni e ripristino dei componenti danneggiati, il secondo montaggio e poi il Trasporto della Macchina, come da tradizione, la sera del 3 settembre. Ed il trasporto è reso ancora più suggestivo dal traliccio piegato ed illuminato. Tutto questo avviene in soli 11 giorni.
Molti, credenti o meno, hanno prima pensato, poi sussurrato, ed infine sostenuto a gran voce che la Santa abbia voluto proteggere la sua gente, opponendo il suo "corpo" alla forza della Natura, che quanto accaduto fosse l'ennesima dimostrazione di amore da parte della nostra Rosa al suo popolo. Fatto sta che un'intera comunità "allargata", composta di Viterbesi e non, ha fatto a gara per offrire aiuto alla Piccola Rosa, una mano tesa per risollevarsi, una parola di conforto, un semplice ma sincero gesto d'affetto.
Quale esempio di questo comune sentimento mi piace sempre ricordare il gesto del Sindaco di Nola che immediatamente dopo l'accaduto ha inviato a Viterbo questo telegramma:
"Caro Sindaco, apprendo che una tromba d'aria ha danneggiato la macchina di S. Rosa. Qualora la struttura fosse irriparabile la città di Nola offre un giglio segno di amicizia, che potrà "ballare" a Viterbo. Giungano a te personalmente, alla città di Viterbo e ai Facchini di S. Rosa i segni dell'amicizia mia personale, della città di Nola e dei cullatori dei gigli.
Il sindaco Felice Napolitano".
Se tutto questo succede, non è sicuramente per caso. Viterbo porta con orgoglio la sua Santa, ma anche Rosa è orgogliosa dei suoi Viterbesi.
Testo a cura di Luciano Lattanzi