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LA BEFANA

 

Chi ha vissuto i tempi in cui era in vigore questa usanza ricorda con quanta simpatia e con quanto affetto i cittadini corressero all'appuntamento per portare i propri regali ai Vigili Urbani. Era quasi una gara a chi faceva i doni migliori. Il pellegrinaggio iniziava 15/20 giorni prima e il 6 gennaio, sulla piazza del Comune, i regali formavano una piramide con buona pace di tutti.

 
Immagine fotografica d'epoca di tre vigili in una via di Viterbo con un camion di distribuzione della Shell

I colleghi d'allora rammentano con simpatia questa usanza e per la verità sono dispiaciuti che sia stata tanto bruscamente interrotta. Ritengono, con ragioni peraltro apprezzabili, che rappresentasse una sorta di rito di riconciliazione attraverso il quale il cittadino riconosceva alla Forza dell'Ordine la propria stima per l'ingrato lavoro svolto.


 
 

Non v'è dubbio che sia così, ma tutto sommato riteniamo opportuna l'abolizione dell'usanza, nella consapevolezza che i tempi sono mutati e che oggi tale consuetudine avrebbe alimentato pericolose strumentalizzazioni. Ma sentiamo che dicono gli anziani...

"...I Viterbesi più attempati lo ricorderanno: intorno agli anni 50 c'era l'usanza che vedeva i cittadini portare regali ai Vigili Urbani in P.za del Plebiscito, a Viterbo come in molte altre città. I regali erano talmente tanti che venivano accatastati in una piramide sempre più alta sulla piazza stessa. La sera venivano portati dentro il Corpo di Guardia, la mattina venivano riportati fuori. Gli oggetti erano i più disparati: si andava dal televisore ai capi di abbigliamento, ai dolci ecc. Il giorno della Befana, poi, veniva organizzata tra i vigili una riffa e venivano distribuiti i regali..."

"...questa "Istituzione" in quei tempi era molto bella, tutti i cittadini aspettavano questa ricorrenza per correre all'appuntamento con le guardie portando i loro doni. Poi quando le guardie sono diventate "Vigili Urbani", i sindacati hanno giudicato umiliante questo bel rapporto con gli utenti e l'hanno abolito..."



"...Quando si decise che tale consuetudine dovesse aver termine, non tutti i vigili accettarono di buon grado, e c'è ancora chi ricorda con nostalgia quell'usanza. Sbaglia però chi pensa che il disappunto fosse dovuto a meri calcoli di convenienza: in quell'usanza c'era tutt'altro che non il semplice tentativo del privato di "comprarsi" i favori dei Vigile o del Vigile di approfittare: c'era invece il rinnovo della stima e della fiducia del cittadino per la Polizia Locale... ed è questo, forse, che ora manca di più..." [dalle memorie di Spagna P.]

 

DA FINIRE