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IL CORPO DI GUARDIA

 

Intorno ai primi del 900 il cosiddetto "Corpo di Guardia" era situato presso la Casa Comunale, al palazzo dei Priori. L'ufficio si trovava appena dentro il portone principale del palazzo, dove, per intenderci, si accede ai giardinetti di P.za del Plebiscito, e proprio laddove attualmente ha sede l'Ufficio Relazioni con il Pubblico, la cui dislocazione è quindi tutt'altro che casuale e il cui servizio ricalca praticamente quello svolto presso il "Corpo di Guardia" dai Vigili Urbani di allora.

Presso il Corpo di Guardia era sempre presente un Vigile; il suo compito era sostanzialmente quello di fornire assistenza al cittadino, ricevere segnalazioni, eventuali lamentele, nonché quello di controllare l'accesso dei visitatori al palazzo e di fornire loro informazioni utili. Il servizio veniva prestato a turno da tutti i componenti il Corpo di P.M. e mantenuto 24 ore su 24 per garantire il controllo anche durante la notte.

Oltre alle incombenze già dette, il Vigile di turno aveva anche il compito di dare informazioni sui servizi forniti dagli altri Uffici Comunali, nonché quello di prendere in consegna eventuali oggetti rinvenuti e annotare le segnalazioni relative al mancato funzionamento delle lampade della pubblica illuminazione.

Un episodio ricordato ancora con orgoglio dai più anziani è legato ad una imprevista visita del Re di Svezia, Gustavo Adolfo. Il fatto risale all'epoca in cui era Sindaco Prof. Arena. Un pomeriggio estivo di domenica, quando tutti gli uffici comunali erano chiusi e nessun amministratore era presente, si presentò al Corpo di Guardia il re Gustavo di Svezia, che com'è noto si trovava nel viterbese per la campagna archeologica presso l'Acqua Rossa, chiedendo di visitare il Palazzo dei Priori. Il piantone di turno, dopo un primo, comprensibile attimo di smarrimento si adoperò come meglio poté per illustrare la storia e le bellezze del palazzo. Fatto sta che lo fece tanto bene che il Re, successivamente, volle compiacersi personalmente con il Sindaco per la disponibilità e assistenza ricevuta, nonché per l'indubbia professionalità dimostrata del vigile.

Il Corpo di Guardia era arredato spartanamente, non c'era altro che una scrivania ed alcune sedie e una branda per riposare durante la notte, ma un particolare che molti ricordano per la sua bellezza era un'antica stadera d'ottone, la cui peculiarità era quella di avere sul piatto una pregiata incisione raffigurante lo stemma di Viterbo: un bellissimo leone, reggente lo stendardo della città.