Rafael Alberti

Nato a Puerto de Santa María [Cadice] il 16 dicembre 1902 in Andalusia, passa un'infanzia tranquilla e nel 1917 si trasferisce a Madrid dove comincia a interessarsi di pittura. Nel 1922 i suoi lavori vengono esposti nell’ateneo di Madrid. Poco dopo entra in contatto con gli artisti e gli scrittori nella Residencia de Estudiantes, quelli che saranno in seguito i protagonisti della Generación del 27.

Rafael Alberti fu pittore e poeta. Esordisce con Marinaio a terra (Marinero en tierra, 1924), sotto l'influenza della leggiadria e della grazia andaluse di Jiménez e accoglie nei suoi versi il retaggio della poesia popolare del "Romancero".

Già nel 1929 è tra i primi poeti spagnoli ad avviarsi al surrealismo con le liriche Sugli angeli (Sobre los ángeles). Pubblica anche Calce e canto (Cal y canto, 1929). Nel 1930 con la breve raccolta Con le scarpe addosso voglio morire (Con los zapatos puestos tengo que morir) anticipa la poesia impegnata della guerra civile. Dal 1931 tutta la vita di Alberti è proiettata verso l'attività militante. Nel 1932-34 è in Unione Sovietica per studiarvi il teatro e nel 1934 lavora insieme alla moglie María Teresa León, come direttore della rivista rivoluzionaria «Octubre». Nel 1935 pubblica Il poeta nella strada (El poeta en la calle).

Nel 1936-39 prende parte attivamente alla guerra civile tra i repubblicani, firma il 15 febbraio 1936 assieme a Garcia Lorca e altri 300 intellettuali appoggiando il Frente Popular. Poi arriva per lui l'esilio in Francia, Mexico, Argentina, Italia. In questo periodo pubblica: Poemi scenici (Poemas escénicos, 1962), Roma, pericolo per i viandanti (Roma peligro para caminantes, 1968), Gli otto nomi di Picasso (Los ocho nombres de Picasso, 1970), Canzoni dell'alta valle dell'Aniene (Canciones del alto valle del Aniene, 1972).

Torna in Spagna solo dopo la morte del dittatore e ottiene il Premio Cervantes. Muore a Puerto de Santa Maria il 28 ottobre 1999.

Scheda realizzata da Raffaella Fedeli